Bruno Malattia, dal suo cono d’ombra, osserva la scena con un certo distacco. La politica non lo tenta: già dato. Perché ora lo amareggia: «Spero in uno tsunami che azzeri tutto». Non gli piace il Pd che sceglie le primarie di partito, seppur aperte ai simpatizzanti, e le definisce «una burla»: tanto basterebbe, afferma, per favorire Tondo. Quanto al 2013, invoca un vero leader e dice che Riccardo Illy «è un’ipotesi difficile, ma non impossibile». Deluso, certo, ma pronto a giocare le sue carte: la lista civica dei Cittadini, “ha ancora molto da dare”. Avvocato, consigliere regionale nell’era Illy, ha fondato nel 2002 “Una regione in comune” di cui è ancora presidente. L’humus che ha preparato la discesa in campo dell’industriale del caffè.
Le manca la politica? È stata un’esperienza esaltante ma non mi manca, perché ciò che la lista civica dei Cittadini voleva introdurre nella vita pubblica del Friuli Venezia Giulia ha trovato resistenze inconciliabili di chi vuole difendere l’esistente, come Margherita a Forza Italia. Mi riferisco a temi come il limite dei mandati o la trasparenza nelle nomine per mandare avanti i migliori e non chi è fedele al partito.
Qual è il suo giudizio sul quadro attuale? Siamo fermi, non c’è alcun segnale di novità, sia dal punto di vista del ceto politico, sia per la qualità del dibattito. Tanto più grave in una Regione autonoma.
Cosa si augura per le prossime elezioni? Uno tsunami che azzeri tutto. Ma ciò non avverrà e quindi mi auspico che gli elettori non si astengano al voto, ma individuino ciò che davvero rappresenta la novità.
Chi potrebbe essere?...
Gianpaolo Sarti
Il Piccolo
14 maggio 2012
Lo struzzo ha messo casa in Friuli Venezia Giulia. Lunedì sera, neanche terminato lo spoglio dei voti, se da un lato il centrodestra, incurante del tracollo politico-elettorale ed aggrappandosi all'anomalo risultato di Gorizia ha parlato di modello Romoli-Tondo da confermare alle regionali del 2013, dall'altro il PD ha continuato, come se un vistoso segno meno non comparisse anche davanti al simbolo di quel partito, nella incredibile zuffa sul nome del “suo” candidato.
Come se nulla fosse successo; come se non dicesse nulla la massiccia diserzione dai seggi; peggio, come se la sberla al “sistema” che chi ha votato ha voluto infilare nell'urna non fosse probabilmente solo l'assaggio di quelle che, in mancanza di un radicale cambio di passo, ci riserverà l'urna prossima ventura.
E c'è ancora chi insiste nel considerare la leadership di una coalizione un fatto interno al partito, roba dei caminetti della c.d. prima repubblica!
Nossignori! Così non si fa un passo avanti. Soprattutto non si fa fare un passo avanti al Paese, alla regione, ai cittadini del Friuli Venezia Giulia.
RISULTATI ELETTORALI: http://amministrative2012.regione.fvg.it
I risultati elettorali in Provincia di Pordenone sono sotto gli occhi di tutti: il ruolo delle liste civiche, in coalizione con il centrosinistra, è stato significativo ed essenziale per la vittoria. Sono stati conquistati Comuni da molto tempo in mano al centrodestra, come Azzano X e Casarsa dove Marco Putto e Lavinia Clarotto hanno sorpreso un po’ tutti. In altre votazioni si sono conseguiti risultati di tutto rispetto: a Maniago a sostegno di Francesco Busetto ed anche Aviano dove correva da solo Bruno Tassan Chiaret. Altro dato essenziale, che si affianca a precedenti esperienze come San Vito al Tagliamento, Zoppola e Sacile, per non parlare di Pordenone è costituito dalla consistenza numerica dei voti conseguiti dalle liste civiche: esse segnano ormai una presenza costante e forte nel panorama del Friuli Occidentale. Un dato del quale, in prospettiva futura, non si potrà non tener conto.